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 «Grazie, sono libero, ma ora grida.
Grida per me e per tutti gli altri bambini».
Queste sono le parole scritte a don Fortunato da Carlos, un bambino brasiliano che per due anni era stato segregato e ripetutamente abusato da
una banda di pedofili. Le foto di quegli
abusi venivano scambiate e vendute
in Internet.
Carlos venne liberato dalla polizia
nel corso di un’operazione scattata
in seguito a una segnalazione partita
dall’altra parte del mondo, da Avola,
in provincia di Siracusa. Carlos è stato
il primo bambino liberato da don
Fortunato Di Noto.
Per capire la portata del fenomeno
e conoscere più a fondo l’attività
di questo prete più volte minacciato,
boicottato, inascoltato, emarginato,
indagato, Roberto Mistretta si è recato
ad Avola, nella sede dell’associazione
Meter, e ha parlato a lungo con lui e
con i suoi collaboratori.
Queste pagine sono una testimonianza
della lotta senza quartiere che
don Fortunato conduce quotidianamente
in difesa dei bambini e per un
mondo che rispetti la loro dignità
La foto del castello Manfredonico-Chiaramontano di Mussomeli utilizzata come sfondo, è di Maurizio Di Maria

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